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PRIVACY: gli Stati Uniti approvano il CISPA, ma

 

polemica sulla gestione dei dati

 

Il Cyber Intelligence Sharing and Protection Act, ormai più conosciuto con l´acronimo CISPA, ha raggiunto la fase cruciale del suo iter legislativo con l´approvazione da parte del Camera dei Deputati (The House of Representatives)degli Stati Uniti e il prossimo passaggio al Senato.

Un disegno di legge sulla sicurezza informatica che fin dalle sue prime battute ha destato sospetti e timori da più parti: per il trattamento a cui sono sottoposti i di dati personali, per le potenziali violazioni della privacy e per il modo in cui le informazioni saranno condivise tra il Governo e le aziende per tenere alto il livello di sicurezza dei dati.

Criminalità informatica, cyber terrorismo e radicalismo politico online sono tre argomenti su cui, negli ultimi anni, l´amministrazione americana guidata da Barack Obama si è particolarmente concentrata, affermando in ogni sede che gli Stati Uniti devono aumentare le difese contro i nemici esterni ed interni.

Il web 2.0 e le sue community interconnesse 24 ore su 24, la socializzazione delle piattaforme, la condivisione continua di contenuti e di informazioni, personali o meno, di cui le aziende sono depositarie, sono le proprietà odierne della rete e le criticità maggiori con cui Istituzioni e associazioni per i diritti civili e democratici devono misurarsi quotidianamente.

Il CISPA, a differenza del precedente e già contestato SOPA (Stop Online Piracy Act), chiede alle imprese del web di aprire i database per renderli accessibili a qualsiasi ispezione e, allo stesso tempo, le deresponsabilizza di ogni accusa di violazione della privacy e delle leggi sulla tutela dei dati personali.

Un punto importante nella discussione politica e pubblica che si sta portando avanti attorno alla norma.

I cittadini americani, e in minor misura qualsiasi utente abbia a che fare con servizi i cui server sono posizionati sul suolo americano, vedranno la propria riservatezza e privacy fortemente limitate in nome della sicurezza nazionale, tanto che molte organizzazioni civili e democratiche del Paese hanno già definito la norma anticostituzionale.

La cyber security prevale sui diritti del cittadino, accusano i 168 rappresentanti del popolo che hanno votato contro il CISPA, e pone militari e agenzie per la sicurezza nazionali al di sopra del legislatore nel loro lavoro di monitoraggio della rete, che il più delle volte si traduce in una vera e propria azione di spionaggio civile.

L´altro punto di vista, invece, è che il Paese, come dimostrato dagli ingenti danni registrati da aziende ed enti pubblici nel 2011, causati dalle azioni della criminalità informatica e da quelle degli attivisti politici, ha un enorme bisogno di rafforzare efficacemente le proprie difese e di difendere le proprie infrastrutture critiche.

In attesa del voto al Senato, il presidente Obama ha già chiesto una maggiore attenzione al tema della privacy dei cittadini e al diritto alla riservatezza dei dati e delle informazioni personali.

 

(27 aprile 2012)

 

 

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